Home » Guide sul rischio chimico » Agenti chimici sui posti di lavoro: quando il rischio è basso o minimo

Nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 viene dedicato ampio spazio all’illustrazione dei rischi caratterizzanti i luoghi di lavoro.
In particolare, nel Titolo IX, relativo alle sostanze pericolose, il Capo I:
Determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attività lavorativa che comporti la presenza di agenti chimici”.

valutazione rischio chimico

Nello specifico, l’articolo 224 (comma 1) elenca le misure (attrezzature idonee, riduzione della durata e dell’intensità di esposizione, riduzione del numero di soggetti esposti, misure igieniche adeguate, metodi di lavoro appropriati, ecc.) e i principi generali per la prevenzione, mediante i quali, devono essere eliminati o ridotti al minimo i rischi derivanti da agenti chimici pericolosi.

Al comma 2 dell’articolo è specificato come qualora i risultati della valutazione del rischio chimico dimostrino che, in relazione al tipo e alle quantità di un agente chimico pericoloso e alle modalità e frequenza di esposizione a tale agente presente sul luogo di lavoro, vi sia solo un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori (e le misure di cui al comma 1 del suddetto articolo siano sufficienti a ridurre il rischio), non si applichino le disposizioni degli articoli 225 (Misure specifiche di protezione e di prevenzione), 226 (Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze), 229 (Sorveglianza sanitaria), 230 (Cartelle sanitarie e di rischio).

Un rischio da agenti chimici basso per la sicurezza, secondo una definizione proposta dalle regioni, consiste in “un rischio per la sicurezza esistente nei luoghi di lavoro o parte di essi in cui sono presenti agenti di bassa pericolosità, in cui le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di eventi incidentali ed in cui, in caso di tali eventi, la probabilità di propagazione degli effetti dell’incidente è da ritenersi limitata”.

Invece, un rischio da agenti chimici irrilevante per la salute è descritto come un “rischio generato da esposizioni lavorative il cui livello medio è dello stesso ordine di grandezza di quello medio della popolazione generale”.

A tal proposito, nell’articolo 232, sono riportati gli adeguamenti normativi relativi all’identificazione del livello di rischio sopra descritto.
Al comma 3 dell’articolo 232 è stabilito che, con i Decreti di cui al comma 2 (uno o più Decreti del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, sentiti il Ministro dello sviluppo economico, le parti sociali e il Comitato consultivo per la determinazione e l’aggiornamento dei valori limite di esposizione professionale e dei valori limite biologici relativi agli agenti chimici), è determinato il rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori di cui all’articolo 224, comma 2, in relazione al tipo, alle quantità e all’esposizione di agenti chimici, anche tenuto conto dei valori limite indicativi fissati dall’Unione Europea e dei parametri di sicurezza.