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Il rischio chimico nei residui di amianto per i lavoratori

Alcune particolari attività lavorative possono esporre i lavoratori a rischi diversi, vi sono poi alcune tipologie di rischi specifici a cui un addetto può andare incontro solo in particolari situazioni. Questo è il caso del rischio amianto, un fattore di rischio  dannoso che non è collegabile ad una specifica attività lavorativa ma a determinate situazioni o luoghi in cui diverse figure professionali possono trovarsi. Addetti allo smaltimento dei rifiuti, operai o tecnici potrebbero dover lavorare a contatto con residui di amianto, ecco che in questo caso risulta obbligatoria una valutazione del rischio chimico dei luoghi di lavoro con presenza di amianto.

valutazione rischio chimico

L’amianto è stato un materiale molto usato in edilizia nel passato per le sue notevoli proprietà, infatti oltre ad essere un ottimo isolante acustico non è infiammabile ed è altamente resistente all’attacco di agenti chimici e corrosivi. Per riconoscere legalmente gli effetti nocivi dell’amianto bisogna aspettare il 1992 e precisamente la L. n. 257 del 27/03/1992 che definisce questo materiale come altamente tossico e pertanto ne vieta l’utilizzo. La pericolosità dell’amianto deriva dalla sua composizione fibrosa, le particelle di amianto restano a lungo sospese nell’aria e se inalate possono insidiarsi fino agli alveoli polmonari provocando diverse problematiche all’apparato respiratorio.

I passaggi della valutazione del rischio amianto

Il Titolo IX Capo III del D.Lgs. 81/2008 (art. 249) legifera i passaggi da seguire per effettuare una corretta valutazione del rischio chimico in caso di amianto, la prima cosa da fare infatti è accertarsi della presenza di questo materiale e successivamente definirne il livello di concentrazione presente nell’aria. Questa valutazione preliminare permette anche di controllare che non venga superato il valore limite di esposizione attraverso metodi di campionamento delle fibre di amianto aerodisperse in un periodo di riferimento di otto ore.

Al fine di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori il datore di lavoro dovrebbe effettuare valutazioni periodiche del livello di amianto in base anche alle caratteristiche dell’attività lavorativa da svolgere e alle ore di esposizione dei lavoratori coinvolti. Per quanto riguarda le analisi necessarie i campionamenti possono essere fatti anche dal Servizio di Prevenzione e Protezione in possesso delle qualifiche idonee, invece le analisi dei campioni devono essere svolte da laboratori di analisi in possesso dei requisiti stabiliti dal D.M. 14/5/1996.