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Rischio chimico in una carrozzeria, come valutarlo

In ambito lavorativo per carrozzeria si intende una particolare officina nella quale l’attività principale è quella relativa alla costruzione o alla riparazione di carrozzerie per automobili o altri veicoli, colui il quale svolge tale attività è detto, appunto, carrozziere.

valutazione rischio chimico

Storie di carrozze, carrozzerie e carrozzieri

Il termine deriva dalla parola carrozza che, prima della rivoluzione industriale, erano uno dei mezzi di trasporto principale, successivamente i vecchi carrozzieri hanno adattato le proprie capacità agli involucri dei veicoli a motore.

All’inizio del XX secolo la carrozzeria era un luogo di lavoro adibito prettamente ad aggiustare le ammaccature più o meno gravi che un veicolo che poteva presentare, oggi non è più così, nel tempo c’è stata un netto cambiamento sia per il luogo di lavoro che per gli addetti alla carrozzeria stessa.

Capita spesso di trovare un carrozziere all’interno di un’officina meccanica e che lo stesso, anche per necessità, abbia allargato il campo di azione legato alla propria figura.

Sono radicalmente cambiati anche gli strumenti e i materiali con cui un carrozziere ha a che fare, facendo sì che da un lato sia migliorata la qualità del servizio e dall’altro siano cambiati del tutto i parametri per la valutazione rischio chimico carrozzeria.
In una carrozzeria tipicamente si svolgono queste attività:

  1. Smontaggio parti danneggiate;
  2. raddrizzatura scocca;
  3. carteggiatura, stuccatura, verniciatura, essicazione al forno e lucidatura;
  4. rimontaggio e finizione.

Le prime due azioni sono legate alla valutazione del rischio legata alla movimentazione manuale dei carichi e alla sollecitazione delle articolazioni in generale.

Strettamente legate al rischio chimico sono invece le attività di cui al punto 3 e la finizione di cui al punto 4, sono tutte operazioni che mettono in contatto il lavoratore con gli agenti chimici presenti nelle vernici e negli stucchi, inoltre operazioni come carteggiatura, uso del forno e finzione espongono l’addetto alle cosiddette polveri sottili.

Le vernici sono lo strumento di lavoro che presenta più agenti chimici rispetto agli altri, da una marca all’altra può cambiare la quantità di alcuni di questi ma, in linea di massima, esse presentano sempre solventi organici volatili (SOV), vari enzimi per il colore e derivati del petrolio quali gli idrocarburi aromatici ed alifatici.

Si può quindi affermare che il rischio chimico presente in una carrozzeria è determinato da più di un agente in quanto sia gli strumenti che le polvere sottili che si creano in questo particolare luogo di lavoro sono composte da una commistione di elementi di varia natura.

In generale è bene che un lavoratore si protegga con l’uso di mascherine e tute a norma per garantire l’adeguata protezione rispetto l’uso di vernici e le polveri sottili presenti sul luogo di lavoro.

L’ultima notazione riguarda ancora le vernici per le quali bisogna ricordare che la normativa europea obbliga l’uso di quelle ad acqua che sono meno inquinanti ma hanno tempi di evaporazione più lunghi, l’attuale normative esclude da tale obbligo le grandi carrozzerie industriali che ancora possono usare le vernici a solvente.