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Il rischio chimico nella produzione dell’olio

Nel frantoio, come in qualsiasi altra attività dove c’è manipolazione di alimenti, le norme per il controllo dei rischi sono più severe, in quanto ogni errore potrebbe costare dei problemi sia al singolo lavoratore che a tutti i consumatori. Tali rischi sono di varia natura, ma in particolar modo occorre soffermarsi sul rischio chimico e biologico, la cui incidenza varia a seconda della fase del ciclo produttivo.

valutazione rischio chimico

Ad esempio nei frantoi il rischio biologico si presenta nella fase di conservazione, durante la quale occorre mantenere locali e casse ben areati e ridurre i tempi che intercorrono dall’arrivo al frantoio alla lavorazione. In più vanno effettuate le procedure di monitoraggio e lotta agli animali infestanti. Il rischio chimico in frantoio è quello che interessa più fasi, che andremo ad analizzare di seguito:

  • Olive raccolte: in questo caso occorre fare attenzione alla presenza di elementi che dimostrino una conservazione sbagliata del prodotto dopo che è stato raccolto, come ad esempio la mosca delle olive e muffa.
  • Mondatura e lavaggio – frangitura e gramolatura – estrazione con centrifuga – separazione: in queste fasi il prodotto viene a contatto con i macchinari, i quali, se non realizzati con i materiali giusti, possono rilasciare sostanze tossiche per l’organismo. Bisogna quindi acquistare e utilizzare macchinari certificati e procedure a una loro pulizia regolare.
  • Acque di lavaggio e di vegetazione: dal processo di produzione dell’olio vengono rilasciate delle sostanze di scarto che spesso contengono sostanze chimiche dannose per l’ambiente, perciò è necessaria la loro depurazione. La Legge L.574/96 prevede che le acque, dopo lo stoccaggio, possono essere mantenute in dei vasconi da 7000 litri, e dopo l’analisi e un eventuale trattamento rilasciate nel terreno.
  • Sansa: in questa fase ci sono i prodotti di scarto che non possono essere rilasciati nell’ambiente poiché dannosi. Vanno quindi depurati e poi stoccati in ambienti appositi esterni al frntoio e con pavimento in cemento.
  • Conservazione: eiste la possibilità che i contenitori rilascino sostanze tossiche direttamente nell’olio, per queste è obbligatorio usare contenitori di acciaio INOX sia per la conservazione che per il trasporto, inoltre sono necessarie continui controlli e pulizia per mantenerne la salubrità.

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