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Gli agenti chimici in un’officina meccanica, come valutarne i rischi

Quello dell’officina meccanica è uno degli ambienti di lavoro più antichi, tipicamente adibito alla costruzione e riparazione tramite appositi strumenti di lavoro.

valutazione rischio chimico

Dalle macchine a vapore ai motori elettrici

L’officina meccanica così come viene oggi intesa nasce nell’Ottocento con l’avvento delle macchine a vapore impiegate per generare la forza motrice per quelle che, all’epoca, erano le macchine da lavoro in uso, la naturale evoluzione di queste macchine fu la nascita dei motori elettrici.

Si tratta quindi di un luogo di lavoro che, come la carrozzeria, ha nel tempo visto notevolmente cambiare gli strumenti e il modo di operare al proprio interno.

Tale cambiamento è anche fortemente influenzato da tutto ciò che accade al di fuori, i veicoli a motore attuali e i prodotti con i quali effettuare la manutenzione ordinaria degli stessi non hanno ormai più nulla a che fare con quanto offriva il mercato anni or sono.

L’officina meccanica nel XXI secolo

Fatti salvi i capannoni industriali delle maggiori case automobilistiche situati spesso fuori dalla città, le normali officine meccaniche si trovano in qualsiasi quartiere ma, a prescindere dalle sede, in tutte è radicalmente cambiato il criterio per la valutazione del rischio chimico.

Il progresso tecnologico, soprattutto legato agli oli, alle benzine e ai motori ha prodotto e produce tutt’altre reazioni chimiche che espongono il lavoratore a pericoli per la propri salute.
In linea di massima sono soprattutto tre le operazioni che espongono il meccanico a rischio chimico, tutte legate alla manutenzione del motore, cuore di una qualsiasi veicolo a motore:

  • Sostituzione o carica batteria;
  • cambio olio motore e liquidi in generale;
  • accensione motore in officina.

Sono tutti compiti di routine all’interno di un’officina meccanica ma vanno assolti sempre con le dovute cautele e indossando, possibilmente, almeno guanti e mascherina.

Ad esempio le batterie per auto contengono acido necessario al funzionamento della stessa e un decreto dello scorso anno (n° 20 del 24 Gennaio 2011) impone a tutti coloro che hanno a che fare con le batterie di essere dotati di una speciale sabbia in grado di assorbire eventuali fuoriuscite di acido.

Diverso e più delicato il discorso relativo agli oli, durante le operazioni di sostituzione dell’olio esausto il meccanico è esposto al contatto con una sostanza che è, in questo stato, cancerogena, si tratta solitamente di olio bruciato per il quale si devono predisporre appositi raccoglitori che poi vanno debitamente smaltiti per evitare inquinamento ambientale e contatto con le persone.

L’accensione di un motore all’interno di un officina meccanica produce delle polvere sottili, normale conseguenza dell’attività di un qualsiasi motore, anche a bassi regimi.

La composizione di tali polveri dipende più fattori che entrano in gioco fin dal momento dell’accensione, anche se nella percentuali degli elementi a farla da padrone sono i combusti dell’alimentazione (benzina, diesel o altro che sia).