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Valutare il rischio chimico nelle scuole

Anche la scuola, gli edifici scolastici, le aule e i laboratori possono essere luoghi in cui possono svilupparsi rischi sul lavoro, per gli insegnati, per il corpo amministrativo e ovviamente per gli alunni. La scuola non è assolutamente un luogo esente dal rischio e somma anzi ai rischi fisici, rischi psicologici da stress lavoro correlato, da sindrome di burn out. Questa breve prefazione per spiegare che non bisogna mai commettere l’errore di pensare le scuole come luoghi sui quali evitare di prevenire e sorvegliare ma invece tutt’altro. Sono luoghi fondamentali, affollati, molto utilizzati e sui quali la prevenzione, la tutela e l’osservanza di ogni norma sulla sicurezza sul lavoro diventano cruciali, fondamentali.

valutazione rischio chimico

Citiamo per parlare del rischio chimico nelle scuole un documento pubblicato sul sito dell’INAIL e che riporta una ricerca di qualche anno fa condotta dalla CONTARP, il suo servizio di Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione. Un bel documento, agile ed esaustivo nel quale il servizio di consulenza affrontava la tematica riguardante la sicurezza negli uffici scolastici.

La ricerca è stata condotta su vari aspetti della sicurezza e della salute nelle scuole, non solo sull’aspetto chimico. Parla anche di ergonomia, rischio biologico, rischio radiazioni ionizzanti di origine naturale.
Per chi volesse leggerlo interamente questo il link: Il progetto CONTARP “Sicurezza e benessere nelle scuole” (PDF).

Per quanto riguarda in particolare il rischio chimico il documento afferma che gli uffici scolastici sono stati considerati da una circolare ministeriale del 2001 come luoghi di lavoro indoor, ovvero luoghi di lavoro per i quali la sicurezza dell’ambiente viaggia di pari passo con la qualità dell’aria.

La scuola, un edificio scolastico può avere differenti ambienti indoor e per ognuno di essi vanno considerati due aspetti:

  • “Proprietà tossicologiche delle sostanze che, entrando in contatto con l’organismo umano,
    possono essere responsabili di effetti nocivi a lungo termine;
  • possibilità che si verifichino infortuni dovuti agli effetti acuti o alle proprietà corrosive di
    alcune sostanze chimiche con cui si entra in contatto in modo accidentale”.

I laboratori sono per esempio luoghi nei quali si può incorrere nel rischio di entrate in contatto con sostanze dannose. Ma sia per i laboratori, come per ogni altro ambiente, il maggiore oggetto d’osservazione, il vero punto critico è l’aria. La salubrità dell’aria.

Il rischio chimico maggiore proviene dall’aria. Nell’aria viene misurata l’incidenza che possono avere fattori di inquinamento outdoor provenienti da edifici nei paraggi; nell’aria deve essere calcolata la fondamentale concentrazione di biossido di carbonio (CO2), di COV (Composti organici volatili), di particolato, di ozono, per l’aria devono essere per esempio osservati gli impianti di aerazione, di ricambio e il corretto rapporto cubatura/numero di occupanti. Dai materiali da costruzione, alle sigarette passando per la fotocopiatrice. Molti sono i fattori capaci di inquinare l’aria in una scuola e sui quali vigilare.

La ricerca CONTARP citata chiude il paragrafo dedicato al rischio biologico con una tabella nella quale associa  fonti di inquinamento e agenti inquinanti. Che aiuta a capire le sorgenti di rischio e cosa comportano. Ne riportiamo qui fedelmente i contenuti.

Fonti di inquinamento indoor  – agenti inquinanti:

  • Materiali da costruzione e isolanti  –  amianto, fibre vetrose artificiali, PM;
  • materiali di rivestimento e moquette – formaldeide, acrilati, COV;
  • arredi  – formaldeide, COV ;
  • liquidi e prodotti per la pulizia – alcoli, fenoli, COV;
  • fotocopiatrici – ozono (O3), polvere di toner, idrocarburi volatili (COV);
  • fumo di sigaretta –  idrocarburi policilici, COV, formaldeide, CO, particolato fine;
  • impianti di condizionamento – aumento di CO2 e di COV per scarso numero di ricambi orari o
    eccesso di riciclo.